Benin: Allevare capre migliora la vita dei parrocchiani
In un Paese con la metà della popolazione under 25 lo sviluppo delle zone più povere passa da progetti di micro sviluppo. La richiesta di aiuto di padre Victorin
Da Kotopounga, uno dei distretti rurali della città di Natitingou, in Benin, ci giunge nuovamente un appello di padre Victorin Sagui che vorrebbe ampliare l’attività agropastorale fatta partire nel 2023 per la sua comunità.
L’intenzione è di offrire sostegno a una parte più ampia della popolazione avviando un allevamento di capre.
Dal 2023, infatti, il centro agropastorale La Sentinella si propone di aiutare agricoltori e allevatori a migliorare la produzione, mettendoli in grado di nutrire le loro famiglie e di contribuire alla sicurezza alimentare del villaggio, situato nella parte settentrionale del Paese.
Obiettivo principale del centro è offrire una “scuola pilota” per l’allevamento di galline (già ben avviato), maiali (di più recente realizzazione), conigli e capre (in fase di sviluppo).
Le prime due iniziative, intraprese anche grazie all’aiuto di Cuore Amico insieme all’allevamento di capre, stanno già consentendo di apportare miglioramenti alla vita della popolazione.
Altri obiettivi che La Sentinella vuole perseguire sono:
- coinvolgere ragazzi e ragazze nel lavoro nei campi evitando l’esodo rurale e prevenendo la delinquenza;
- contribuire alla formazione dei giovani che hanno abbandonato la scuola;
- lottare contro la malnutrizione;
- diversificare il reddito degli allevatori introducendo nuove razze di galline, maiali, conigli e capre.
In Benin
A differenza di altri Stati africani, il clima sociale e politico del Benin ha favorito le riforme, la crescita economica e il miglioramento di molti indicatori sociali e sanitari (almeno fino al 2020). Tuttavia, il piccolo Paese dell’Africa occidentale adagiato su quel Golfo di Guinea da cui, in passato, furono imbarcati milioni di schiavi per le piantagioni di canna da zucchero delle Americhe, deve ancora affrontare un'alta incidenza di povertà e disuguaglianze. Nelle regioni del nord, dove si trova la diocesi di Natitingou, la povertà è anche maggiore che nel resto del Paese, con alta mobilità per la ricerca di migliori condizioni di benessere e una elevata diversità etnica e linguistica (più di una dozzina di etnie).
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