Burkina Faso: Capre e riso per giovani e mamme
Nel piccolo Paese martoriato da violenze e terrorismo, un progetto di allevamento e di coltivazione del riso sostenuto dalla diocesi di Kaya.
Lo ha ideato padre Gilbert Ouedraogo, della diocesi di Kaya in Burkina Faso, il piccolo Paese dell’Africa occidentale sconvolto dal terrorismo, dalle milizie popolari e dai repentini cambiamenti d’influenza geopolitica da parte di Stati stranieri.
Il villaggio di Luuda, a 7 km da Kaya, è popolato da contadini e piccoli commercianti. Sono in tutto 3.400 abitanti di cui molti sono sfollati, confluiti dalla regione del Centro-Nord, molto insicura.
Nel villaggio si vive principalmente di agricoltura e allevamento e, proprio su questo, poggia la proposta della diocesi.
Incentivando un’attività di allevamento di capre ogni famiglia può ritrovarsi in pochi anni a possedere un piccolo gregge che servirà a soddisfare le esigenze dei suoi componenti.
Sì, perché questi animali hanno una accentuata velocità di riproduzione: una femmina può dare alla luce, dopo sei mesi, da uno a tre capretti.
L'altra attività sarà la produzione di riso. L’obiettivo è produrre almeno 300 sacchi da 50 kg, ogni anno, il che consentirà anche di piantare almeno 200 alberi da frutto e di proteggere l'ambiente.
Capre e riso saranno il modo per risollevare le condizioni di vita del villaggio e aiutare soprattutto le giovani madri a sostenere le loro famiglie.
Progetto completato. Grazie ai benefattori!
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