Ecuador: Sul fiume per curare i lebbrosi
Siamo nel vicariato di Esmeraldas, adiacente alla parte di foresta amazzonica ecuadoregna. Qui la malattia si diffonde facilmente a causa del clima favorevole e delle carenze nutrizionali della popolazione indigena.
Per cercare di tenere sotto controllo la diffusione del morbo è attivo un piano di controllo condotto dall’équipe medica del Cecomet, ente diocesano per la salute, e dalla dott.ssa Mariella Anselmi, Premio Cuore Amico.
Il lavoro di cura e di ricerca dei nuovi casi dipende da quante visite periodiche si fanno alle comunità indigene che vivono nella foresta che circonda il fiume Santiago – Cayapas. Solo così si tengono sotto controllo i malati e chi vive con loro, si somministrano i farmaci necessari e si monitorano i casi sospetti.
Purtroppo i fondi scarseggiano, per cui non è possibile recarsi spesso a visitare tutti i villaggi e garantire assistenza ai pazienti, anche perché i costi dei viaggi sono elevati.
Mariella Anselmi e Rosanna Prandi ringraziano i benefattori di Cuore Amico e ci chiedono di continuare il sostegno alla loro missione in Ecuador. (11 ottobre 2023)
Garantire cure adeguate a questi pazienti colpiti dalla lebbra non è affatto semplice, perché bisogna affrontare lunghi e pericolosi viaggi per arrivare dai malati che, sovente, vivono in villaggi lontani e di difficile accesso geografico e culturale.
Come avviene nel bacino del fiume Santiago – Cayapas, dove la dottoressa Mariella Anselmi cura i pazienti recandosi in barca e poi lungo strade sterrate, per raggiungere i villaggi degli indigeni.
Mariella ci racconta che il lavoro di cura e di ricerca dei nuovi casi di lebbra dipende dalle visite periodiche che si fanno in queste zone, anche se non sempre è possibile reperire i fondi necessari a coprire i costi di viaggio (la navigazione chiede costi elevati), i farmaci e le spese di trasporto dei malati nei centri di salute più vicini.
Possiamo andarle incontro in questa esigenza? Sostenere la sua preziosa opera e il suo impegno viene da sé quando si crede che il diritto alla salute debba essere garantito a tutti: a chi è assistito in un moderno ospedale occidentale e a chi vive su una palafitta nel cuore della foresta amazzonica.
Progetto completato. Grazie ai benefattori!
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