Ecuador: Terremoto in Ecuador Tempo di ricostruzione
Il sostegno alla Diocesi di Portoviejo è programmato da Cuore Amico in accordo con il Centro Missionario della Diocesi di Brescia e con Medicus Mundi. [Campagna estiva 2016]
Sono trascorsi più di tre mesi da quando un potente terremoto ha colpito l'Ecuador, seminando morte e distruzione. Le diocesi più colpite sono state quelle di Guayaquil, dove è vescovo ausiliare monsignor Giovanni Battista Piccioli; di Esmeraldas, dove opera monsignor Eugenio Arellano conosciuto da Cuore Amico; di Portoviejo, con a capo monsignor Lorenzo Voltolini. Don Angelo, che conosce personalmente il bresciano Voltolini, lo ricorda con queste parole: «Fin da quando frequentava la terza media mi è rimasto in mente per la sua non eccelsa statura; in ogni gruppo di discussione o chiacchierata si schierava sempre in prima linea e non mancava mai di far sentire la sua voce. Dopo cinque anni in diocesi come viceparroco, è partito 37 anni fa per l'Ecuador. Più volte ho avuto modo di conversare con lui nella sede di Cuore Amico e mi stringe il cuore al pensiero che da qualche mese ha a che fare con calcinacci e macerie. Mi pare di vederlo il piccolo Voltolini: davanti a tutti, maniche rimboccate e parola sempre pronta». Così come Voltolini, anche gli altri vescovi si sono mobilitati per affrontare al meglio, al termine della fase di emergenza, quella di ricostruzione.
Cuore Amico non può che essere al loro fianco perché la fiducia e la speranza che diffondono possano concretizzarsi in scuole, case, ospedali ricostruiti, in chiese riparate, in famiglie e comunità ricomposte.
Giugno 2016
Un potente terremoto, lo scorso 16 aprile, ha fatto tremare l’Ecuador. Una terra, un popolo che Cuore Amico sente particolarmente vicini dato che, da molti anni, vi sono presenti tanti missionari italiani impegnati nell'opera di annuncio e testimonianza del Vangelo. A essere colpite dalle violente scosse sono state in particolare le diocesi di Portoviejo, di Guayaquil, di Esmeraldas.
Fin da subito abbiamo contattato i vescovi di queste zone per avere notizie e informazioni e per manifestare vicinanza, preghiera, solidarietà. E proprio mentre andiamo in stampa apprendiamo dalle loro parole il dramma della devastazione e della sofferenza di numerose comunità visitate nei giorni immediatamente successivi al terremoto.
Moltissime famiglie hanno subito lutti e hanno perso la propria casa. È quindi necessario attivarsi subito, con generosità e in modo sinergico e strutturato, prevedendo un intervento composto da due fasi: la prima tesa ad agire in tempi rapidi per un aiuto relativo alle emergenze più gravi come acqua, viveri, indumenti, coperte, tende; la seconda di più ampio respiro finalizzata a sostenere le necessarie opere di ricostruzione. Appena informato dell’accaduto, papa Francesco ha mandato un messaggio all'Ecuador: «Preghiamo per quelle popolazioni; l’aiuto di Dio e dei fratelli dia loro forza e sostegno».
Cuore Amico ha raccolto l'appello e ha deciso di dedicare la campagna estiva di quest’anno, che comincia in questo numero e prosegue fino ad agosto, alle vittime di questo disastro naturale.
5 luglio 2016. Suor Maria Alexandra Alvear Bautista ci racconta di come prosegue la ricostruzione post terremoto in Ecuador e di come l'aiuto dei benefattori di Cuore Amico
Maggio 2016
Tutti i bimbi dei sostegni a distanza stanno bene
Appena appresa la notizia del terremoto, il più grave dal 1979, abbiamo contattato le strutture religiose dell'Ecuador che ospitano i bambini aiutati con il sostegno a distanza. «Per fortuna i ragazzi sono tutti in buona salute, nessuno è ferito o disperso», rassicura padre Walter Coronel dalla diocesi di Portoviejo, «anche se gli edifici che li accolgono sono gravemente danneggiati: strutture pericolanti, muri sgretolati, tetti crollati. Il Paese è in ginocchio e ha bisogno di noi».
Scrive Suor Vinka Klementina Banozic da Quito: «Carissimi amici, noi e i bambini stiamo tutti bene ma nella foto potete vedere i danni alla nostra Chiesa di Paloquemado. Vi giungano i nostri cari saluti con un invito a pregare insieme a noi per il nostro popolo dell'Ecuador».



