Giordania: Un’emergenza dimenticata
In Giordania, che ha circa 10 milioni di abitanti, sono presenti tantissimi profughi che scappano dal conflitto israelo-palestinese e da Siria, Iraq, Libano.
«A tutti, questo Paese ha aperto le porte, ma le risorse di cui dispone sono limitate».
Sono le parole di suor Adele Brambilla che descrive la situazione in cui vive.
Dall’Ospedale Italiano di Karak dove, dal 1935, le missionarie comboniane si prendono cura dei più bisognosi, ci spiega come la crisi economica e sociale che investe tutta l’area mediorientale si riversi sul lavoro di assistenza delle religiose:
«Siamo l’unica presenza cristiana in campo medico nella zona. Si rivolgono a noi soprattutto le minoranze etniche che abitano la regione, gli immigrati e i profughi».
«Proprio questi ultimi hanno maggiormente bisogno perché sono esclusi dall’assistenza sanitaria. Provengono da luoghi geografici diversi, ma hanno storie simili di sradicamento e miseria.
Vivono in povertà, indebitandosi solo per un pasto e qualche medicina. Anche i figli più piccoli sono costretti a lavorare, con gravi ripercussioni sulla loro salute.
L’attuale aumento dei prezzi dei farmaci e del materiale sanitario ci mette in grandi difficoltà, ma noi comboniane vogliamo continuare a curare gratuitamente i più sofferenti.
Carissimi di Cuore Amico, aiutateci a fare in modo che il nostro ospedale continui a essere una piccola luce per chi soffre».
Suor Adele Brambilla, 19 giugno 2025
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