Kenya: Yoshua Home for Wonderful Children per bambini con disabilità motorie
A Ilbissil, nel Sud del Kenya, la dottoressa Francesca Lipeti ha aperto una casa per bambini con problemi motori: la Yoshua Home for Wonderful Children. Tante sono le necessità dei bambini disabili che possiamo aiutare anche attivando un sostegno a distanza.
La dottoressa Francesca Lipeti (Premio Cuore Amico nel 2009), da 25 anni in Kenya come medico missionario, si trova a Ilbissil, al confine con la Tanzania.
Da gennaio 2019 ha aperto una casa per bambini disabili denominata “Yoshua Home for Wonderful Children” (La casa di Giosuè per bambini meravigliosi).
«L’operato della missione comprende l’ambulatorio medico, la casa per bambini disabili e la scuola pre-primaria» – scrive la dottoressa Lipeti.
«A questo si accompagnano altre attività per l’autofinanziamento e il sostegno di molte famiglie: gestione di una serra e coltivazione di terreni, allevamento di polli, apicoltura, creazione di ornamenti maasai (braccialetti, portachiavi, collane, cinture, collari, etc.).
Siamo circondati da tanta povertà – continua il medico –, una miseria che continua a crescere. Inoltre la siccità che ci ha colpito in questi ultimi anni ha decimato le mandrie e le greggi che, per i Maasai dediti alla pastorizia, rappresentano la sola fonte di sostentamento.
Oltre ai problemi legati al clima, si aggiunge il caro vita con il costante aumento dei prezzi per alimenti, elettricità e trasporti. Chi ne fa le spese sono i poveri, i malati, gli emarginati e anche tanti bambini e giovani le cui famiglie non possono permettersi il pagamento delle rette scolastiche».
Referente: Dott.ssa Francesca Lipeti
Congregazione: Missionaria laica
Ilbissil è una cittadina di circa 8 mila abitanti, posta sulla strada che porta al confine con la Tanzania. La gente dei villaggi circostanti, principalmente di etnia Masai, vive di pastorizia e di agricoltura. L'analfabetismo è estremamente diffuso tra gli adulti (quasi il 100% tra le donne), e la scolarità è bassa sopratutto dei bambini disabili.
La povertà è in continua crescita per vari motivi: siccità prolungate, cessione di terre a etnie potenti, emarginazione, malattie (specie l'Aids).
Il lavoro di Francesca non è mai stato facile: alle difficoltà della vita di missione in piena savana si sono aggiunti, nel suo caso, anche i forti pregiudizi del popolo Masai verso la sua attività medica in quanto, secondo la loro cultura, la donna è considerata solo uno strumento di procreazione e di lavoro per procurare l'acqua, allevare figli e costruire capanne.
Per la sua premurosa e amorosa attenzione verso i sofferenti Francesca si è conquistata la stima dei Masai che la chiamano “Naramatisho”, ossia “Colei che si prende cura”.
A Ilbissil la missionaria ha dato vita a un centro medico, lo Yoshua Clinic, attivo per la cura dei tanti malati (sono presenti nella zona, oltre all'Aids, numerose malattie endemiche come tubercolosi e febbri emorragiche) e, anche, contro la malnutrizione di donne e bambini, per i quali anche Cuore Amico è intervenuto negli anni scorsi per avviare una mensa.
Accanto alla clinica è stato costruito un nuovo padiglione, la Yoshua Home for Wonderful Children (Casa dei bambini meravigliosi). È dedicato a bambini con problemi motori e diverse forme di handicap che, in questa zona, sono molto numerosi e non ricevono alcun tipo di assistenza, perché considerati portatori di maledizioni.
L'obiettivo è aiutarli nel loro percorso di educazione e riabilitazione, offrendo anche ospitalità a chi non abbia una famiglia.
Per sostenere a distanza uno di questi bambini bastano 300 euro all'anno, anche a rate.
Sostegno a distanza
Il sostegno a distanza favorisce la crescita e lo sviluppo di bambine e bambini in diversi paesi del mondo attraverso un simbolico gemellaggio. Aderire significa impegnarsi a seguire il piccolo durante il periodo della scuola ma, non è un contratto. Il benefattore ha la facoltà di recedere in qualsiasi momento.
I missionari, attraverso Cuore Amico, provvederanno a inviare al benefattore fotografie, pagelle, lettere, disegni o lavoretti a testimonianza del percorso di crescita.
È anche possibile fare una libera donazione per questo progetto missionario senza attivare il sostegno a distanza indicando nella causale "Una tantum".
Per un bambino o bambina bastano 300 euro all'anno, anche a rate.
Per informazioni chiamaci in orario d'ufficio allo 030 3757396.






