Libano: Don Damiano Puccini
In questo momento così drammatico per il Medio Oriente è bello sentire la voce di don Damiano Puccini, sacerdote della chiesa maronita in Libano, che ci parla della sua esperienza missionaria. È anche un’esperienza di convivenza pacifica tra popoli diversi per cultura e religione. Abbiamo incontrato don Damiano il 2 ottobre del 2025.
Pace e bene a tutti. Sono padre Damiano, missionario in Libano, e sono qui per ringraziare i benefattori di Cuore Amico per la loro vicinanza: l'aiuto materiale aiuta la nostra gente a sentire che ha un significato restare come cristiani in Medio Oriente. Il Libano è oggi un testimone privilegiato, accogliendo moltissimi profughi siriani, iracheni e palestinesi.
La nostra missione si trova in un luogo che nel 1976 subì un gravissimo massacro da parte di gruppi armati che sono presenti tutt'ora. Davanti alla nostra gente si presenta spesso un dilemma: restare buoni o vendicarsi delle stragi subite, ora che quegli stessi gruppi sono in difficoltà?.
Don Damiano Puccini (2 ottobre 2025)
Per questo, lo scopo delle nostre attività caritative non è solo distribuire servizi, ma creare relazioni nuove con le persone. Citando il cardinal Pizzaballa, affidandoci a Gesù possiamo guardarci in maniera diversa.
La nostra proposta di pace si rivolge a donne, bambini e ammalati, offrendo loro un cammino di moderazione. L'immagine più bella per me è vedere donne libanesi, siriane, irachene e palestinesi lavorare insieme in cucina: non sono lì solo per ricevere aiuti, ma per riscoprire il piacere di parlarsi, superando l'odio tra gruppi nemici. Lo stesso accade nella scuola: vedere i bambini di questi diversi gruppi stare insieme è la nostra "bandiera vivente di pace".
Questa scelta di carità permette di fare la pace con i mezzi del bene, usando la mitezza di cui parla spesso il Patriarca Pizzaballa. In fondo, lo scopo ultimo della missione è far sentire a ognuno che Dio non lo abbandona mai e che gli resta accanto nel momento della prova.
Don Damiano Puccini

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