Myanmar: Aiutiamo un Paese piegato dal terremoto
«Venerdì 28 marzo, alle tre del pomeriggio, ora locale, qui nelle Filippine, ho ricevuto un messaggio da Sr. Pansy: “Abbiamo avuto un terremoto molto forte. Dicono che ha fatto tremare tutto il Myanmar. La chiesa è crollata. Dopo tanti mesi di lavoro per restaurarla, ora non c’è più”».
È il racconto drammatico di suor Rosanna Favero, delle Ancelle missionarie del Santissimo Sacramento, che ha ricevuto da una consorella la notizia del terremoto che ha colpito il Myanmar, provocando distruzione totale e lasciando migliaia di famiglie senza più nulla.
Il sisma, 7.7 di magnitudo, ha devastato le regioni centrali di Mandalay e Sagaing, colpendo oltre la metà dei 17 milioni di abitanti dell’area centrale, la più popolata, e polverizzando 41mila case, 1.800 scuole, 3.300 templi e strutture religiose. Sono tutte stime al ribasso, comprese le migliaia di vittime finora accertate.
Eppure il disastro naturale rappresenta solo una parte della tragedia.
Sosteniamo le suore in prima linea
Subito dopo il sisma Cuore Amico ha inviato alcuni aiuti ma, anche se da quel 28 marzo i riflettori sono rimasti accesi il minimo indispensabile e da noi non se ne è più parlato, i bisogni sono ancora tanti.
Quella del Myanmar è infatti da tempo una delle crisi meno raccontate.





