Sud Sudan: Riapriamo la missione di Malakal
Le Suore Missionarie Comboniane vorrebbero rientrare nella loro comunità sud sudanese per riprendere l'attività di evangelizzazione e assistenza alla popolazione.
«Oggi la città di Malakal e il territorio circostante sono più sicuri, possiamo riaprire la nostra casa! » L’annuncio gioioso che ci ha dato suor Elena Balatti, qualche settimana fa, ci ha reso felici.
Nei nostri uffici abbiamo infatti ricordato che le missionarie avevano dovuto lasciare la zona a metà 2014, quando furono evacuate dalle Nazioni Unite in ragione dei continui scontri armati che si verificavano. Erano due gruppi in lotta per il potere che si affrontavano, e avrebbero continuato così fino al 2018, anno in cui è stato raggiunto un accordo tra le fazioni che, tra alti e bassi, regge ancora oggi.
Allora le missionarie, insieme alla popolazione, fuggirono dapprima nella foresta, e poi trovarono rifugio nel campo profughi delle Nazioni Unite, insieme a migliaia di sfollati.
Mentre l’intero Paese sta cercando di incamminarsi sulla via della pace, si fanno oggi i conti con la ricostruzione: molte strutture diocesane sono state rase al suolo e anche la casa delle suore, danneggiata e saccheggiata negli anni del conflitto, ha bisogno di importanti lavori di ristrutturazione. Occorre rendere possibili le riparazioni e i rifacimenti necessari per abitare la casa, i cui costi sono alti perché i materiali da costruzione non si trovano in loco e devono essere trasportati da molto lontano.
Il ritorno delle suore consentirebbe di riprendere il lavoro degli anni passati nell’evangelizzazione, nell’educazione e nell’assistenza ai più poveri. Ecco perché va appoggiato.
Progetto completato. Grazie ai benefattori!
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