Libano: Per gli sfollati libanesi
«Non possiamo togliere la sofferenza né possiamo fermare la guerra, ma stare con loro è fonte di speranza e conforto».
Sono le parole di fra Elias Marswanian, frate Minore Conventuale , guardiano e parroco del convento di San Francesco d’Assisi a Zahle, città a 60 km da Beirut. Parole che cercano di portare un po’ di luce in un Paese nuovamente piombato nel terrore della guerra, soprattutto nel Sud, dove i bombardamenti hanno creato 1,7 milioni di sfollati interni.
«La prima cosa che abbiamo fatto appena li abbiamo visti arrivare è stata andare sulla strada per incontrarli e dire loro che non erano soli, portando anche acqua e cibo».
Dopo questo primo momento di emergenza i frati hanno cominciato a visitare le famiglie di rifugiati accolte nelle scuole. Molto problematico il sostegno ai neonati: mancano il latte e i pannolini.
«Le necessità sono tante e noi frati non possiamo fare tutto. Cerchiamo di portare loro almeno un pasto al giorno perché non hanno niente da mangiare».
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