Libano: Essere “casa” per tutti i rifugiati
In Libano le azioni militari dei primi di marzo hanno generato shock e sgomento, scatenando un nuovo esodo della popolazione che vive nel sud del Paese. Strade paralizzate, oltre 60 villaggi evacuati, circa 2 milioni di persone in viaggio verso Beirut.
A Damour, a soli 16 chilometri dai luoghi colpiti si trova padre Damiano Puccini, sacerdote italiano incardinato nella diocesi di Byblos.
Ecco le sue parole:
«Alla fine del primo giorno di esodo già 22 famiglie provenienti dalle zone martoriate dai bombardamenti chiedevano accoglienza. Tra loro neonati, malati e anziani senza vestiti da cambiarsi, soldi e medicine.
Da allora continuano ad arrivare. Alcuni sono stati accolti e si fa il possibile per trovare loro un rifugio, dare un primo soccorso e distribuire pasti caldi grazie alla nostra mensa, attiva per i profughi iracheni e siriani.

Ci si impegna in favore dei più bisognosi di ogni provenienza e appartenenza religiosa e tra loro stanno iniziando a svilupparsi relazioni di amore e rispetto.
La cosa veramente bella è che i cristiani di Damour aiutano con tutto il cuore i rifugiati musulmani.
Anche nella guerra e negli eventi negativi, dunque, si possono vedere e trovare cose positive. Il Libano è sempre stato “terra di rifugio” e oggi lo è più che mai.
Ci stiamo prendendo cura di tanti come possiamo ma le nostre risorse sono limitate.
Ringrazio fin d’ora coloro che vorranno venirci incontro, anche se il Libano ha bisogno di sostegno internazionale per garantire cibo, kit di prima necessità e medicine a così tanti sfollati».
Podcast. Padre Damiano Puccini racconta la sua esperienza di accoglienza dei profughi iracheni, siriani e anche palestinesi (ottobre 2025)
Essere “casa” per tutti i rifugiati
Il Libano, che dipende dagli aiuti umanitari esteri per i bisogni primari, accoglie da tempo sul suo territorio migliaia di profughi in fuga dai conflitti che attanagliano il Medio Oriente e, dopo 15 mesi di escalation del conflitto con Israele, anche molti sfollati interni che si sono spostati dal sud del Paese.
Oggi quasi un terzo dei bambini in Libano combatte contro livelli critici di fame .
Nella cittadina di Damour padre Damiano Puccini, presente in Libano dal 2003, si occupa di comunità che affrontano una grave povertà alimentare e le più colpite sono quelle dei rifugiati palestinesi e siriani.
Attivo nella distribuzione dei pasti a tante famiglie sfollate che vivono in ruderi, baracche e tende, racconta episodi toccanti di bambini che si privano della loro razione per portarne anche ad anziani soli, o degli stessi volontari che lo aiutano, sia cristiani sia musulmani, che si impegnano con rinunce personali ad acquistare pane da distribuire poi ai bisognosi.
«Dio cerca prima di tutto un cuore buono in cui vivere», ci dice.
È, quella di padre Damiano, un’opera che ha un unico obiettivo: offrire nutrimento e speranza agli ultimi di questo mondo indipendentemente dall’appartenenza religiosa e dalla provenienza. Per questo merita tutta la nostra attenzione.
2022. Padre Damiano ci ha raccontato quanto bene esca, insieme al cibo, per le famiglie povere di Damour.
Nel Libano è crisi profonda a tutti i livelli e la popolazione soffre la fame.
Da qualche anno il Paese si trova in gravi difficoltà: bancarotta dello Stato, svalutazione della lira libanese, incidenti e guerra al confine. Banche e negozi serrati, mancanza di beni di prima necessità (latte, pane, medicine), elettricità e acqua solo saltuariamente.
In questo contesto si inserisce anche la presenza di circa due milioni di profughi siriani che vivono ai margini della società libanese, già in gravi difficoltà economiche.
Padre Damiano Puccini con un gruppo di volontari tiene aperta una cucina a Damour, cittadina a pochi chilometri da Beirut, e consegna cibo ogni giorno a circa sessanta nuclei familiari che vivono in ruderi, baracche e tende, accampati sul lungomare della città o in aperta campagna.
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